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Parole da un instore.

 

Oggi nel mio blog scriverò qualcosa di diverso, di nuovo.

Ho voglia di parlare della mia esperienza all’instore di Ermal Meta.

Ho voglia di raccontare qualcosa di bello, come se questo fosse effettivamente il mio diario personale.

Ho voglia di descrivere tutte le emozioni provate prima, durante e dopo l’incontro.

 

E quindi ecco, iniziamo!

 

 

Venerdì 10 Marzo 2017, Centro commerciale Porte di Catania.

Attendo questo momento da più di un anno, l’ansia mi assale ma poi quasi sembra svanire quando la folla urla per il suo arrivo…

ore 17:05, Ermal Meta.

 

Il posto è già straripante di gente, tutti in fila – anche dalla mattina – che lo attendono.

E siamo lì, provenienti da ogni punto della Sicilia, solo per lui.

 

Arriva sul palco, una breve intervista e inizia il suo mini live.

Qualcosa di assolutamente magico.

Emozioni uniche quelle provate durante ogni singola canzone – nonostante io e molti altri non riuscissimo a vederlo completamente a causa della troppa confusione creatasi nella fila -, che Ermal ha reso speciale con solo una chitarra e tanta voglia di cantare.

 

Dopo quasi un’ora inizia il vero e proprio instore – con prima una breve pausa dove Ermal praticamente divora dei cannoli siciliani! – e qualcosa sembra muoversi, o meglio, qualcuno.

 

Passano le ore e a volte i momenti in fila sembrano eterni.

Il lato positivo dello stare fermi lì è il poter fare amicizia con chi ti è accanto e aspetta di poter abbracciare finalmente una delle persone che più adora in assoluto (o almeno questo era quello che desideravo io!).

 

E finalmente eccomi, dopo tanta fatica e le ore passate in piedi.

Il mio turno è vicino.

Mi tremano le gambe e le mani, ma sono felice.

Lui è seduto proprio di fronte a me, sorridente e pieno di vita come sempre.

Mi si riempie il cuore nel vederlo a pochi passi da dove mi trovo.

 

1, 2, 3…

Tocca a me!

Eccolo accogliermi con un sorrisone che scioglierebbe persino i ghiacciai.

Mi chiede come mi chiamo e così firma il cd (e nel frattempo io gli porgo un piccolo regalino scritto appositamente per lui).

Facciamo la foto e poi un ultimo abbraccio prima di andare via.

Scendo giù dal palco correndo, il cuore mi batte all’impazzata perché ho appena incontrato una delle persone che più ammiro al mondo.

Ancora oggi, quasi due giorni dopo, al solo pensiero di quel pomeriggio sorrido.

Un po’ di gioia era tutto ciò che volevo e che, per fortuna, ho avuto.

 

La sua musica, i suoi testi, il suo essere sempre presente e avere un pensiero per tutti ma non aver mai paura di dire la sua.

Ecco cosa adoro più di lui.

E in quei pochi istanti mi ha regalato tanto, così tanto che non saprei quali altre parole usare oltre a quelle scritte fino ad ora.

 

Ringrazio Ermal Meta per essere umano.

Lo ringrazio per avermi fatto incontrare persone nuove durante quell’attesa che sembrava infinita.

Lo ringrazio per quel suo abbraccio e quei suoi sorrisi che mi ha regalato durante il mio turno.

Lo ringrazio per ogni emozione ricevuta attraverso la sua musica e quindi con le sue canzoni, poesie, parole.

 

Ermal, grazie di cuore.

 

Ps: ringrazio anche mia sorella per aver condiviso con me una passione, che è la musica proprio di Ermal.

 

  • Agnese Naselli

 

” Attraverso la mia musica penso che si possano leggere diversi messaggi credo che però il messaggio più importante sia quello dell’unicità. Ognuno di noi è come un’impronta digitale: è inimitabile. Quindi quello che ci rende quello che siamo non sono le perfezioni ma sono sopratutto i difetti e a volte, molto spesso, i difetti vanno coltivati perché ci rendono unici e attraverso i difetti possono nascere anche delle cose meravigliose. Accade spesso anche in musica: credi di aver fatto qualcosa di sbagliato e invece metti le mani in un modo in cui non ti aspettavi sulla chitarra e improvvisamente nasce qualcosa di magico! Io non amo i maghi però amo molto la magia e la magia è nella persona. La mia religione è l’essere umano. ”

  • Ermal Meta
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