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Ho fatto un sogno…

” Sarò una storia, nella tua testa.

Ma va bene. Siamo tutti storie, alla fine.

Solo, fa sì che sia una buona, eh? Perché, sai, è stata la migliore.

Uno sciocco, vecchio uomo che ha rubato una cabina della polizia ed è fuggito via. Te l’ho mai detto che l’ho rubata? Bè, l’ho presa in prestito. Sono sempre intenzionato a riportarla indietro. ”

  • Doctor Who (Eleven – 5×13)

Una notte ho fatto un sogno.

Era uno di quelli strani, un po’ buffi ma che ti scaldano il cuore.

Vagavo infreddolita in riva al mare, l’acqua gelata si prendeva gioco di me sfiorandomi i piedi a sorpresa e la notte era ormai pronta per andare via.

Le luci dell’alba si affacciavano timide sopra quello specchio d’acqua gelida.

Ero lì da sola, o almeno lo credevo.
Poi mi travolse un senso di solitudine mai provato prima.
Sembrava quasi che mi tendesse la mano per accompagnarmi in quella mia passeggiata.

Solitudine e silenzio, orridi nemici, vennero spezzati da qualcosa.

Quel suono stravagante fece frusciare ogni singolo albero del pianeta, fece cantare le onde che si infrangevano sulla riva e soprattutto fece balzare me.

Alzai lo sguardo e capii.

Una lacrima – di felicità – rigò il mio viso.

Uno strano calore si impossessò di me, non avvertivo più la fredda solitudine al mio fianco.

Ed eccolo, c’era lui.

Quello strano uomo – o così appariva – appena uscito da una strampalata cabina blu.

Sorrise, poi mi prese per mano e giurò solennemente che non mi avrebbe più lasciata.

Giurò che si sarebbe preso cura di me, proprio come un Dottore.

 

Era solo un sogno dopotutto, ma chi è che non ha ancora bisogno di un amico immaginario stropicciato sempre pronto a tutto?

 

  • Agnese Naselli

 

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